Intel Unveils Crescent Island AI Inference Chip for Low-Power, Efficient Tokens

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Intel ha presentato a Hot Chips 2026 il suo nuovo acceleratore per l’inferenza AI, Crescent Island, puntando a un approccio diverso dai chip “top” ad alte prestazioni: più memoria, efficienza energetica e un costo per token pensato per i carichi di IA agentica. La piattaforma si basa su un’architettura Xe3P con 32 Xe Core e una configurazione di memoria LPDDR5X fino a 480 GB.

Annunciato a Hot Chips 2026: obiettivo inferenza e agentic AI

Crescent Island è stato svelato durante Hot Chips 2026, in programma dal 23 al 25 agosto 2026 presso l’Auditorium Memorial dell’Università di Stanford (Palo Alto, California). L’azienda lo posiziona soprattutto per i workload di IA agentica, dove capacità di memoria, efficienza energetica e costo totale dell’infrastruttura risultano fattori decisivi.

Intel sottolinea che il focus non è competere solo con le soluzioni più potenti basate su HBM, ma offrire un’alternativa ottimizzata per l’inferenza: prestazioni, consumi e costo di esecuzione per token vengono messi al centro della strategia.

Xe3P: 32 Xe Core con 256 Vector Engine e 256 XMX

Il cuore dell’acceleratore è la nuova architettura Xe3P, descritta come un’evoluzione della terza generazione Xe. Crescent Island integra 32 Xe Core organizzati in quattro Compute Slice da otto core ciascuno.

Ogni acceleratore include 256 Vector Engine e 256 unità XMX dedicate ai calcoli matriciali, con un’impostazione pensata per accelerare le operazioni tipiche dei modelli di intelligenza artificiale.

Motori di calcolo e supporto ai formati

Per core, Intel indica 8 Vector Engine e 8 XMX Engine. I Vector Engine supportano formati numerici tra cui FP8 e FP4, oltre a capacità FP64. Le unità XMX impiegano array sistolici su 16 livelli, orientati all’accelerazione dei carichi matriciali usati nell’AI.

Cache e scelta architetturale

Dal punto di vista del sottosistema cache, Crescent Island prevede 512 KB di L1/SLM per ogni Xe Core (16 MB complessivi) e 32 MB di cache L2 unificata. Il chip, inoltre, non integra i tradizionali blocchi grafici 3D, lasciando più spazio agli elementi dedicati al calcolo general purpose e all’AI.

Memoria LPDDR5X invece di HBM: fino a 480 GB

La caratteristica più rilevante riguarda la memoria: Intel sceglie LPDDR5X al posto della HBM, scelta tipica per gli acceleratori AI di fascia alta di NVIDIA e AMD. La capacità dichiarata può arrivare fino a 480 GB, mentre la scheda PCIe di riferimento prevista da Intel sarà dotata di 160 GB.

Intel specifica che i partner potranno realizzare soluzioni con configurazioni più capienti, fino al limite massimo di 480 GB.

TDP e raffreddamento ad aria

Intel collega la scelta LPDDR5X a un obiettivo di riduzione dei costi e dei consumi. La scheda PCIe raffreddata ad aria è indicata con un TDP di 350 watt, rendendo Crescent Island adatto a infrastrutture in cui efficienza per watt e costo totale di gestione contano più della massima potenza assoluta.

Software e use case: vLLM, SGLang, llm-d e orchestration di agenti

Crescent Island viene presentato per l’inferenza dei modelli IA, con un’attenzione particolare ai sistemi agentici. Intel cita il supporto a modelli linguistici, modelli di ragionamento, sistemi multimodali e modelli di diffusione.

Sul lato software, l’azienda elenca il supporto a vLLM, SGLang e llm-d, oltre a NVIDIA Dynamo. Sono anche menzionati sistemi per la gestione della KV cache e funzioni per l’orchestrazione di agenti su infrastrutture eterogenee.

In termini di posizionamento, Intel punta ai fornitori “tokens-as-a-service” e ai data center che devono sostenere grandi volumi di inferenza, puntando esplicitamente su costo per token, memoria e consumi.

Disponibilità: customer sampling dal secondo semestre 2026

Crescent Island sarà inizialmente disponibile come acceleratore PCIe raffreddato ad aria. Intel prevede di avviare il customer sampling nella seconda metà del 2026; dettagli sulle prestazioni dovrebbero arrivare più avanti, man mano che si avvicina la disponibilità commerciale.