Captain Tsubasa 2: World Fighters Review—New Story Mode and Flashy Moves

captain-tsubasa-world-fighters-recensione-92c3

Captain Tsubasa 2: World Fighters arriva dopo sei anni dal prequel e riaccende l’arcade calcistica di Holly e Benji con una nuova modalità Storia, un personaggio personalizzabile più libero (anche come portiere) e un gameplay più incentrato sulle mosse spettacolari. Il risultato punta dritto all’anima “tamarrissima” della serie, ma introduce anche alcune scelte che possono rallentare l’azione, oltre a problemi di intelligenza artificiale e telecamera.

Annuncio: il sequel riparte dal successo nel Junior Youth

Dopo Captain Tsubasa: Rise of New Champions, pubblicato da Bandai Namco e sviluppato da Tamsoft, il seguito torna riprendendo gli eventi da dove il primo gioco aveva lasciato: la vittoria del Junior Youth contro la Germania. Captain Tsubasa 2: World Fighters copre l’intero arco del World Youth, dalle sfide legate al campionato brasiliano fino alle qualificazioni regionali asiatiche e al Mondiale.

What changed: novità chiave nella Storia e nel gameplay

  • Modalità Storia più ampia, con copertura dell’arco completo del World Youth e un torneo liceale inedito
  • Personaggio creato dal giocatore personalizzabile nell’aspetto e nel ruolo, con possibilità di giocare anche come portiere
  • Eventi in partita che permettono di sviluppare tattiche/imparare tiri e sbloccano scene opzionali completando obiettivi
  • Obiettivi e rigiocate: scene extra, ricompense, mosse per personalizzare il personaggio e storie “what if” dopo la campagna principale
  • Rielaborazione del gameplay: più enfasi sulle mosse speciali, sistema di parate basato su una scelta di direzione e meccanica Chain fino a 10
  • Integrazione/variazione delle funzioni di squadra: sostituzione della V-Zone con nuove “Mosse Miracolose di Squadra”
  • Modifiche ai dribbling e ai contrasti: resistenza che si esaurisce e due varianti “Max” (Dribbling Max e Contrasto Max)

Impatto pratico per giocatori: tra spettacolo, meno fluidità e più peso sul portiere

La partita in Captain Tsubasa 2: World Fighters si sposta verso uno stile più “da serie”: ogni giocatore possiede una super mossa accompagnata da un filmato, e molte azioni sembrano progettate per ricreare lo show della TV più che per inseguire la simulazione calcistica realistica.

Uno dei punti più importanti è il sistema di parate: ogni tiro avvia una scelta di direzione tra sei opzioni, effettuata in pratica in coordinamento tra attaccante e portiere. Se il portiere indovina la direzione, esegue una parata perfetta con respinta al 100% anche con poca resistenza; se sbaglia, i punti resistenza persi vengono raddoppiati. Le parate normali dipendono invece dalla distanza tra la scelta del portiere e la direzione reale del tiro.

In parallelo arrivano le Chain: si accumula una “combo” tramite azioni speciali come dribbling, recupero del pallone e super mosse. Il contatore può salire fino a 10, non si azzera quando si perde possesso e può passare all’avversario, che continua ad aumentarlo. Più Chain significa ricarica più rapida del tiro e maggior danno al portiere.

Resta però un effetto collaterale: le super mosse e le sequenze speciali inseriscono frequentemente brevi interruzioni durante l’incontro. Anche se durano pochi secondi, ripetute più volte possono rendere i match più “pesanti”, senza la possibilità di disattivarle o velocizzarle.

Ambito e modalità: squadre più “rigide” fuori dalla Storia

Rispetto al precedente capitolo, scende la personalizzazione della squadra: in Captain Tsubasa 2: World Fighters si usano esclusivamente formazioni ufficiali, sia nazionali sia di club, sbloccate progressivamente tramite la Storia. È comunque possibile modificare formazione e moduli, ma con un margine più limitato rispetto al prequel.

Fuori dalla campagna, l’offerta risulta più contenuta. Sono previste partite normali e sfide classificate con punti per salire di grado e ricevere ricompense, oltre alle classiche sfide contro CPU e al multiplayer locale. Durante il periodo di prova non era possibile testare direttamente l’online perché i server non erano ancora attivi.

Cosa viene dopo: obiettivi, what-if e patch attese

La Storia è indicata come piuttosto lunga: circa quindici ore per arrivare ai titoli di coda. Completare gli obiettivi, sbloccare mosse e affrontare le partite extra richiede rigiocate e aggiunge ore. Una volta concluso il percorso principale, si attivano ulteriori storie “what if…” in cui si rigioca la fase finale del Mondiale contro squadre diverse da quelle presenti nel manga originale, in partite mai viste nella fonte.

Sul fronte delle criticità, il gioco mostra soprattutto problemi di intelligenza artificiale (lacune nei movimenti della squadra controllata dal sistema) e alcune difficoltà della telecamera legate a un bug che può avvicinarsi troppo al giocatore in possesso della palla. Viene quindi atteso un intervento rapido tramite patch, perché questi elementi possono compromettere la leggibilità delle azioni in campo.