The Sinking City 2 Review: Frogwares’ Compact Survival Horror in 1929 Arkham
The Sinking City 2 abbandona l’impostazione open world investigativa del primo capitolo e si riposiziona come survival horror più compatto, con combattimenti, enigmi e risorse limitate. Ambientato ad Arkham nel 1929, il gioco mette al centro un’orda di creature legate all’acqua “innaturale” che ha invaso la città: l’obiettivo è recuperare l’anima di una delle due protagoniste, intrappolata in un mondo onirico, usando la maschera Night Shade.
Che cosa cambia rispetto all’open world
La svolta principale è strutturale: al posto di un’indagine a mappa aperta, il gioco punta su aree delimitate e su un ciclo più diretto tra esplorazione, scontri ed enigmi. L’approccio richiama lo scheletro del survival horror moderno: visuale da terza persona, possibilità di portare più armi equipaggiate, crafting essenziale per munizioni e cure e attenzione costante allo scarsissimo margine di risorse.
Ambientazione e trama: Arkham, 1929
Arkham viene sommersa da acque che non hanno origine marina: pur scorrendo lungo il fiume Miskatonic, la città è nell’entroterra. L’inondazione si comporta come un “brodo primordiale” in cui i vermi Slither diffondono paura e morte. Nonostante l’innaturalità, l’acqua non sembra funzionare come vettore di contagio: il fenomeno è soprattutto una crescita continua del livello dell’acqua.
Durante la storia, i protagonisti sono:
- Calvin Rafferty, figlio di immigrati irlandesi, autodidatta e dedito alla ricerca di oggetti maledetti e segreti
- Faye Bennett, proveniente dall’alta società ma orientata agli studi accademici e al proibito
Tra dialoghi sarcastici e atmosfera noir, la vicenda accelera quando un rituale colpisce Calvin: la compagna finisce in uno stato catatonico, “intrappolata” in un mondo onirico, mentre al giocatore resta l’incarico di recuperare la sua anima. Lo strumento chiave è la maschera Night Shade.
Come funziona il gameplay (esplorazione, combattimento, enigmi)
Il gioco ruota attorno a microaree collegate e a spostamenti tramite la barca presente anche nel primo capitolo. Esplorazione, combattimento e risoluzione di enigmi restano i pilastri, ma la progressione si muove su un livello di linearità più marcato rispetto a quanto ci si aspetterebbe da un titolo “investigativo”.
1) Gestisci subito l’inventario
Uno dei freni più evidenti è lo spazio in borsa: è limitato fin dall’inizio e, anche se espandibile, le necessità di raccolta lungo la campagna non lasciano mai davvero libertà. Inoltre, alcune armi pesanti occupano due slot o più, costringendo spesso a lasciare oggetti indietro con l’idea di tornarci in seguito.
Per ridurre il fastidio dei ritorni inutili, la mappa segnala:
- gli oggetti lasciati nelle aree
- lo stato di esplorazione delle stanze tramite colore: blu per completate, rosso per luoghi con segreti ancora da scoprire
2) Usa le aree di salvataggio e la Night Shade
Le camere di salvataggio non sono “luoghi” in senso fisico: vengono descritte come proiezioni della propria casa, con funzioni pratiche e sviluppo. Oltre a conservare gli oggetti, consentono il salvataggio manuale e il potenziamento legato alla Night Shade.
La maschera non è solo un equipaggiamento: è connessa anche allo sviluppo di Calvin, ai file raccolti e alla possibilità di interagire con elementi narrativi e di gioco (inclusa l’idea di un ritorno in vita se la maschera possiede energia mistica).
3) Sfrutta l’Investigation Space per i puzzle
Dal primo episodio arriva l’Investigation Space, una bacheca virtuale dove raccogliere documenti e indizi. In The Sinking City 2 però ha un ruolo più ristretto: serve soprattutto come promemoria per risolvere i puzzle principali.
Quando i collegamenti tra indizi vengono fatti correttamente nell’Investigation Space, il gioco assegna punti talento per aumentare le abilità di Calvin. L’uso di molte abilità è però legato a costi elevati di sblocco (slot e talenti), con il grosso della progressione rimandata alle partite successive.
Arkham in combattimento: nemici, pressione e opzioni
Il bestiario è variegato, ma la pressione maggiore arriva dagli avversari legati agli Slither: una sorta di zombi, morti invasi e riportati in vita dai vermi. Questi seguono il giocatore e attaccano con costanza. Ci sono anche piccole aberrazioni bipedi che tendono a saltare e nemici che attaccano da distanza con spruzzi abrasivi.
Combattere in modo “intelligente” (e risparmiare proiettili)
Il combattimento è descritto come riuscito, anche se il protagonista non è letale quanto altri riferimenti del genere. Calvin può però schivare e usare l’ambiente a proprio vantaggio: attirare nemici vicino a trappole, far esplodere materiali infiammabili e usare elementi dello scenario per proteggersi.
Un focus importante è colpire i punti deboli generati dalle escrescenze prodotte sui corpi invasi. In più, è possibile:
- schivare all’ultimo istante per far perdere l’equilibrio al nemico
- una volta a terra, usare un pestone e un calcio simile a quello visto in Dead Space
- con questa azione finire il bersaglio, risparmiare munizioni e schiacciare gli Slither che tentano di fuggire dal cadavere
Lasciare scappare i vermi permette loro di invadere un altro corpo: per questo la gestione degli Slither diventa vitale.
Gunplay e limiti della strategia
Il gunplay delle armi non viene indicato come ai vertici del genere, ma rende bene l’impatto, specialmente con le armi più potenti. Gli avversari risultano sensibili ai colpi alle gambe, con la possibilità di farli accasciare e poi finire con i pestoni.
Il problema è che non sempre si riesce a mettere in pratica le dinamiche suggerite, soprattutto quando il numero di mostri cresce. Il gioco cerca di far capire quando combattere e quando fuggire, ma in alcune situazioni non è chiaro: si rischiano investimenti di munizioni e cure preziose in scontri che si rivelano evitabili. In parallelo, il crafting occupa spazio in inventario e diventa un ulteriore ostacolo durante l’esplorazione.
Enigmi e level design: corridoi stretti e ritorni
Gli enigmi sono descritti come ben realizzati: equilibrati tra complessità e leggibilità. Alcuni richiedono attenzione ma non scadono nella frustrazione; altri sono facoltativi e premiano chi esplora a fondo e rilegge documenti.
Il level design costruisce un’esperienza spesso circoscritta. I corridoi stretti vengono normalizzati negli edifici abbandonati, chiese diroccate e negozi sommersi, ma durante gli spostamenti in barca rottami, carcasse e macerie creano “corridoi veri e propri” che riducono ulteriormente ogni velleità di esplorazione libera.
Per compensare, il gioco collega bene le aree principali per far raggiungere più rapidamente punti d’interesse e zone di salvataggio. Il ritorno nelle aree già visitate serve per enigmi secondari e oggetti speciali.
Extra, New Game Plus e contenuti post-game
Oltre alla progressione principale, nella schermata principale è presente una sezione Extra. Completando una serie di obiettivi interni al gioco si sbloccano nuove armi, poteri e costumi per le partite successive.
Insieme alla New Game Plus, questo sistema viene indicato come ciò che dà sostanza al post-game: motivazioni concrete per tornare ad Arkham e riprovare con strumenti e abilità aggiuntivi.
Prestazioni e aspetto tecnico
La grafica viene valorizzata soprattutto in modalità prestazioni. Il gioco mira a 60 fotogrammi al secondo costanti per quasi tutta la campagna. Su PlayStation 5 ci sono difficoltà sporadiche durante alcuni particolari ed effetti di luce, senza però compromettere l’esperienza.
Le rovine di Arkham vengono descritte come grandi strutture distrutte sullo sfondo, con una palette che punta su blu e marroni. Le texture dei materiali, costantemente bagnati, contribuiscono a un impatto visivo curato. Nel complesso, restano margini di miglioramento che potrebbero arrivare con le prime patch.
Quanto dura e come si colloca il gioco
Il completamento viene riportato in 18 ore. Nel complesso, The Sinking City 2 viene descritto come un survival horror riuscito: non eccelle in ogni singola area, ma risulta più forte come somma dei suoi elementi. Tra i punti in evidenza figurano l’atmosfera lovecraftiana, gli enigmi efficaci, un ritmo altalenante ma funzionale e un post-game ricco di sblocchi.
Audio e audio in lingua inglese sono indicati come solidi, mentre la localizzazione italiana viene citata come un ulteriore vantaggio per chi cerca un horror più lineare, costruito con mestiere.
Pro e contro
- Pro: atmosfera lovecraftiana
- Pro: enigmi stimolanti e ingegnosi
- Pro: rigiocabilità e contenuti post-game
- Contro: inventario troppo limitato
- Contro: alcuni picchi nella quantità di nemici
- Contro: la progressione del protagonista è quasi accessoria
